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I ricercatori USC hanno trovato un modo per creare una riserva infinita di cellule che combattono il cancro

AutoreTeam editoriale 16-10-2026, 13:20 550
I ricercatori USC hanno trovato un modo per creare una riserva infinita di cellule che combattono il cancro
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In breve
  • I ricercatori USC hanno sviluppato un metodo per creare cellule per combattere il cancro
  • I precursori granulocito-monocitari possono auto-riprodursi
  • Questo apre nuove possibilità per il trattamento dei tumori solidi.

Lo studio è stato pubblicato su Cell il 19 giugno 2026; i risultati antitumorali derivano da esperimenti preclinici sui topi.

Creazione di una riserva infinita di cellule per combattere il cancro

Gli scienziati dell'Università della California del Sud (USC) hanno fatto una scoperta significativa nel campo dell'oncologia, sviluppando un metodo che consente di produrre una riserva di cellule potenzialmente rinnovabile per combattere il cancro. Questa scoperta potrebbe rappresentare un importante passo avanti nel trattamento del cancro, poiché affronta uno dei principali problemi dell'immunoterapia: la carenza di cellule immunitarie attive. Lo studio, pubblicato sulla rivista Cell, dimostra come sia possibile modificare geneticamente le cellule affinché riconoscano i tumori e attivino i meccanismi di difesa naturali dell'organismo.

Durante esperimenti con topi, gli scienziati hanno dimostrato che le cellule create si integrano con successo nel midollo osseo, producono nuove cellule immunitarie e rallentano la progressione sia dei tumori ematici che delle neoplasie solide. I ricercatori si sono concentrati sui precursori granulocito-monocitari (GMP), che di solito si sviluppano in macrofagi e altre cellule immunitarie. Queste cellule possono essere coltivate in laboratorio in grandi quantità, mantenendo al contempo la loro capacità di svilupparsi in cellule immunitarie funzionali.

Il Dott. Qi-Long Yin, principale autore dello studio, ha osservato: "Abbiamo stabilito una piattaforma GMP scalabile per la terapia immunocellulare e presentato concetti che possono avere ampie implicazioni sia per l'immunoterapia del cancro che per la biologia delle cellule staminali". Questa scoperta non solo apre nuovi orizzonti nel trattamento del cancro, ma sfida anche le concezioni tradizionali sullo sviluppo delle cellule del sangue e del sistema immunitario.

Una svolta nell'immunoterapia del cancro

Tradizionalmente si ritiene che la capacità di auto-riproduzione nel sistema ematopoietico appartenga principalmente alle cellule staminali ematopoietiche, che possono produrre tutti i principali tipi di cellule del sangue e cellule immunitarie. Tuttavia, lo studio USC ha dimostrato che le GMP possono anche mantenere questa capacità in determinate condizioni. Invece di maturare rapidamente in altri tipi di cellule, i precursori continuano a dividersi, mantenendo la loro identità e la capacità di produrre cellule immunitarie funzionali.

Questa scoperta potrebbe avere un significato particolare per lo sviluppo di metodi di trattamento che richiedono grandi e affidabili scorte di cellule immunitarie geneticamente modificate. I macrofagi, dotati di alta versatilità, possono attaccare le cellule tumorali e coordinare le risposte immunitarie, rendendoli candidati interessanti per l'immunoterapia del cancro. Tuttavia, la creazione di metodi di trattamento efficaci basati sui macrofagi affronta una serie di difficoltà, tra cui la complessità della loro produzione di massa e della modifica genetica.

I metodi di terapia esistenti, basati su cellule T ingegnerizzate, hanno raggiunto i maggiori successi nel trattamento di alcuni tipi di cancro del sangue, ma il trattamento dei tumori solidi si è rivelato un compito più complesso. I macrofagi possono offrire un approccio alternativo, poiché migrano naturalmente nei tessuti e possono penetrare nei tumori. Tuttavia, dopo la maturazione, i macrofagi sono difficili da moltiplicare in grandi quantità al di fuori dell'organismo, il che limita il loro utilizzo nella terapia.

Nuove opportunità per il trattamento di tumori solidi

I ricercatori della USC hanno deciso di iniziare da una fase di sviluppo più precoce delle cellule immunitarie, concentrandosi su GMP che possono produrre macrofagi. Hanno sviluppato una miscela di sostanze chimiche precisamente definita, che ha permesso ai GMP di sopravvivere e moltiplicarsi in laboratorio per un lungo periodo, prevenendo la maturazione prematura delle cellule. Questo ha garantito la conservazione di una popolazione rinnovabile di precursori, che possono essere utilizzati per creare terapie.

Dopo un ampio ampliamento in laboratorio, i GMP hanno mantenuto le caratteristiche molecolari che li definiscono. È importante che abbiano anche mantenuto la capacità di svilupparsi in macrofagi funzionali e altre cellule immunitarie correlate secondo necessità. Questo approccio potrebbe rendere possibile la produzione di massa di cellule immunitarie ingegnerizzate da una popolazione iniziale, che può essere continuamente ampliata, invece di dover continuamente creare nuove cellule.

In questo modo, l'apertura dell'USC può cambiare significativamente l'approccio al trattamento del cancro e di altre malattie che richiedono cellule immunitarie attive. Gli scienziati sottolineano che il loro lavoro apre nuovi orizzonti per la ricerca nel campo della terapia cellulare e della biologia delle cellule staminali. Questo potrebbe portare alla creazione di metodi di trattamento più efficaci, che saranno disponibili per un numero maggiore di pazienti.

Il potenziale dei precursori granulocitari-monocitici

Tuttavia, rimangono domande su come esattamente queste cellule funzioneranno nel corpo umano e per quanto tempo potranno mantenere la loro attività dopo l'introduzione. È necessario condurre ulteriori ricerche per capire come queste cellule interagiranno con altri componenti del sistema immunitario e come reagiranno a diversi tipi di tumori.

Inoltre, è importante scoprire come ottimizzare il processo di produzione delle GMP e la loro modificazione genetica per raggiungere la massima efficacia nel trattamento. Gli scienziati devono anche considerare i possibili effetti collaterali e i rischi associati all'uso di cellule geneticamente modificate nella terapia.

In conclusione, la scoperta degli scienziati USC rappresenta un passo promettente avanti nel campo dell'oncologia e dell'immunoterapia. Essa apre nuove opportunità per la creazione di metodi di trattamento efficaci che possono cambiare la vita di milioni di persone affette da cancro. Tuttavia, ulteriori ricerche sono necessarie per comprendere appieno il potenziale e i limiti di questo approccio.

Fonte: ScienceDaily

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