Previsione: entro il 2100 l'area bruciata da incendi forestali in Europa potrebbe triplicare

- Con alte emissioni, l'area degli incendi in Europa potrebbe raggiungere 5,6 milioni di ettari entro il 2100.
- La riduzione delle emissioni limiterà la crescita a 2,6 milioni di ettari.
- Climi più severi riducono l'efficacia della lotta contro gli incendi e della prevenzione.
Uno studio recente, pubblicato nella rivista Global Change Biology, ha valutato come cambieranno le dimensioni degli incendi naturali in Europa nel periodo 2070-2100. Gli scienziati hanno utilizzato modelli climatici che considerano diversi scenari di sviluppo delle emissioni di gas serra, oltre a previsioni sui cambiamenti di temperatura e precipitazioni.
Scenario di alte emissioni
Nel caso in cui le emissioni globali continuino a crescere secondo le attuali tendenze, la superficie media annuale interessata dagli incendi potrebbe aumentare dagli attuali circa 1,8 milioni di ettari a 5,6 milioni di ettari. Questo quasi triplicherebbe l'area soggetta a incendi e creerebbe seri rischi per le foreste, l'agricoltura e i centri abitati.
I ricercatori sottolineano che l'intensificazione delle condizioni meteorologiche estreme - siccità prolungate, aumento delle temperature e intensificazione dei venti - ridurrà l'efficacia delle misure tradizionali di prevenzione, rilevamento e spegnimento degli incendi. Di conseguenza, anche con un significativo aumento delle risorse, la lotta contro il fuoco potrebbe diventare meno efficace.
Scenario di emissioni limitate
Se la comunità mondiale riuscisse a ridurre le emissioni di gas serra in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi, l'aumento della superficie degli incendi sarebbe molto meno drammatico. Secondo le stime degli scienziati, in tal caso la superficie bruciata annualmente potrebbe raggiungere solo 2,6 milioni di ettari, che è quasi e mezzo superiore ai valori attuali, ma significativamente inferiore alla previsione in caso di alte emissioni.
Questi numeri evidenziano quanto profondamente i cambiamenti climatici possano influenzare la frequenza e l'ampiezza degli incendi naturali. Negli ultimi decenni, in Europa si è già assistito a un aumento del numero di grandi incendi, specialmente nella regione mediterranea, dove le temperature estive superano regolarmente i 35 °C e le precipitazioni diventano sempre più rare.
L'aumento dell'area bruciata comporta non solo perdite ecologiche, ma anche economiche: distruzione delle risorse forestali, degrado del suolo, deterioramento della qualità dell'aria e aumento delle spese per i servizi di emergenza. Inoltre, gli incendi contribuiscono a un ulteriore rilascio di CO₂, creando un ciclo chiuso di intensificazione dell'impatto climatico.
Gli autori dello studio concludono che l'unico modo affidabile per limitare la futura crescita dell'area degli incendi è la riduzione globale delle emissioni di gas serra. Parallelamente, è necessario sviluppare strategie di adattamento: migliorare i sistemi di allerta precoce, modernizzare le tecniche di spegnimento e rafforzare gli ecosistemi forestali per aumentarne la resistenza al fuoco.
Fonte: N+1



