Il personale di Meta ha annullato il piano di licenziamento di massa per gli agenti AI

- Meta aveva pianificato di ridurre il 60% del personale nell'ambito del Project OT.
- I dipendenti hanno protestato, affermando il rischio di sostituzione da parte dell'IA.
- L'azienda ha licenziato solo circa il 10% dei lavoratori e ha annullato i massicci tagli.
- L'implementazione degli agenti IA ha incontrato il scetticismo degli investitori e problemi di produttività.
Nel gennaio 2026, la direzione di Meta ha presentato un'iniziativa con il nome in codice Project OT (Organizzazione Trasformazione). Secondo l'azienda, l'obiettivo del progetto è una radicale riorganizzazione, in cui più della metà dei dipendenti dovrebbe lasciare, e le loro funzioni saranno assunte da agenti IA.
Il piano prevedeva due fasi consecutive: la chiusura delle posizioni aperte, il licenziamento dei lavoratori che la direzione considerava insufficientemente produttivi, e la successiva riallocazione del personale rimanente. Si prevedeva che gli agenti automatizzati si sarebbero assunti le attività d'ufficio di routine, mentre il livello medio di gestione sarebbe stato abolito.
I dipendenti hanno rapidamente percepito l'iniziativa come una minaccia ai propri posti di lavoro. Le proteste sono scoppiate in tutto il mondo, e gli analisti hanno notato che le soluzioni IA implementate non stanno ancora fornendo il previsto aumento di efficienza. Anche gli investitori hanno espresso scetticismo, sottolineando i giganteschi budget dell'azienda per lo sviluppo nel campo dell'intelligenza artificiale senza risultati tangibili.
Sotto la pressione delle proteste e delle questioni finanziarie, il 20 maggio Meta ha effettuato il primo giro di licenziamenti, licenziando circa il 10% dei dipendenti, ma ha ufficialmente rinunciato a ulteriori riduzioni del 60% del personale. In una dichiarazione ufficiale, l'azienda ha sottolineato che gli scenari includevano sia licenziamenti che riallocazione del personale, tuttavia "non era previsto attuare una selezione di massa su tale scala".
Nell'anno precedente, la direzione di Meta ha attivamente promosso idee di un approccio completamente orientato all'AI: strumenti e agenti pronti avrebbero dovuto interagire tra loro, automatizzare i processi e diventare la base di nuovi progetti. Secondo i sostenitori, i ruoli tradizionali dei designer e degli ingegneri di prodotto dovrebbero scomparire, e i gruppi tecnici si trasformerebbero in puri sviluppatori, subordinati a un unico dirigente senior.
Entro giugno 2026, undici divisioni, comprese quelle ingegneristiche e di ricerca, hanno lanciato piccoli moduli sperimentali, dove gli agenti AI partecipavano alla pianificazione e alla valutazione del lavoro. I dipendenti hanno descritto il nuovo stile di gestione come "rurale", dove le decisioni su promozioni e valutazione delle prestazioni vengono prese congiuntamente dai leader organizzativi, dal dipartimento delle risorse umane e dai sistemi AI non pubblici.
Inoltre, Meta ha richiesto al personale di installare software che registra le pressioni dei tasti e i clic del mouse, al fine di addestrare gli agenti a imitare l'interazione umana con il computer. Questo passo ha suscitato ulteriore malcontento, poiché i dipendenti vi hanno visto una violazione della privacy e un aumento del controllo.
Il rifiuto di licenziamenti su larga scala è stato un segnale per il settore tecnologico: anche i più grandi attori, che investono miliardi nell'IA, affrontano reali limitazioni nell'implementazione dell'automazione. Il dibattito sul bilanciamento tra innovazione e mantenimento dei posti di lavoro rimane acceso, e il futuro del progetto OT rimane ancora incerto.
Fonte: 3DNews



