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«Godzilla: Minus Zero»: finale, misteri e possibile sequel

AutoreTeam editoriale Oggi, 14:24 0
«Godzilla: Minus Zero»: finale, misteri e possibile sequel
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In breve
  • Il film è ambientato nel 1949 e lo scontro finale tra Godzilla e King Ghidorah non chiarisce in modo definitivo il destino dell’alieno.
  • La storia del professor Murakami e il motivo per cui Noriko è resistente all’infezione delle cellule di Godzilla restano spiegati solo in parte.
  • Takashi Yamazaki ha valutato la possibilità di tornare per un terzo film come «cinquanta e cinquanta».

La trama del sequel e il prezzo della vittoria

«Godzilla: Minus Zero» prosegue la storia del film del 2023 «Godzilla: Minus One». Il regista Takashi Yamazaki torna a lavorare con Ryunosuke Kamiki e Minami Hamabe, che riprendono i ruoli di Koichi e Noriko Shikishima. Tra i due film, i protagonisti si sono sposati e ora crescono la figlia adottiva Akiko. Il sequel mantiene il contesto del dopoguerra, ma affianca alla minaccia già nota un nuovo avversario: l’alieno King Ghidorah.

La vicenda si svolge nel 1949. Koichi e Noriko partecipano di nuovo agli sforzi dei civili per proteggere il Giappone dai mostri giganteschi, mentre Ghidorah arriva sulla Terra all’interno di un meteorite. Tra i nuovi alleati ci sono il meteorologo Makoto Aoyama e il biologo professor Murakami. Quest’ultimo crea un dispositivo che trasmette la frequenza di risonanza della creatura, attirando così altri esemplari della sua specie. È proprio questo meccanismo a diventare parte del piano per organizzare lo scontro decisivo.

Noriko, nel cui organismo sono rimaste cellule di Godzilla dopo gli eventi del primo film, viene usata come esca per attirare il mostro da Ghidorah. La battaglia si conclude con la sconfitta dell’alieno solo apparentemente, mentre la morte del dottor Noda viene mostrata come conseguenza dello scontro. Anche la famiglia Shikishima si ritrova in fuga: le autorità di occupazione americane vogliono usare la capacità di Noriko di attirare Godzilla come arma. Il finale collega la minaccia mostruosa al pericolo che incombe sulla famiglia stessa.

L’incerto destino di Ghidorah e la scelta di Murakami

La principale incertezza della battaglia finale è se King Ghidorah sia davvero morto. I mostri si affrontano con raggi energetici e, a giudicare da quanto accade, l’attacco di Godzilla ha la meglio sull’avversario. Tuttavia, il film non mostra né il corpo di Ghidorah né la sua distruzione sullo schermo: tra un cambio di inquadratura e l’altro, semplicemente scompare. Perciò la vittoria non sembra del tutto definitiva. Agli spettatori non viene detto esplicitamente se l’alieno sia sopravvissuto allo scontro o sia stato sconfitto una volta per tutte.

La questione della sopravvivenza di Ghidorah diventa più importante per via della sua capacità di rigenerarsi. Durante lo scontro finale viene infettato dalle cellule di Godzilla e comincia a sviluppare le caratteristiche piastre dorsali del suo avversario, mentre usa il proprio raggio. Il film mostra questa trasformazione, ma non ne spiega le conseguenze né la collega a un esito inequivocabile della battaglia. Un ritorno di Ghidorah in futuro è una possibile scelta narrativa, ma nel film non ci sono conferme del fatto che sia sopravvissuto.

Altrettanto controverso è il cambiamento del professor Murakami. Lo scienziato ha perso la famiglia durante il bombardamento atomico di Hiroshima e considera il dispositivo uno strumento di vendetta: nella sua fantasia, Godzilla distrugge Manhattan. Alla vigilia dello scontro finale, Noda lo convince a rinunciare alla violenza e gli dice che spezzarne il ciclo è un modo per vendicare i suoi cari. Murakami cambia idea e distrugge il dispositivo, ma il film non mostra abbastanza passaggi intermedi perché questa trasformazione risulti del tutto approfondita.

Le capacità meteorologiche, l’origine della minaccia e il contagio

Makoto Aoyama aiuta la squadra grazie alle sue previsioni meteorologiche accurate. Propone di lanciare parafulmini da un aereo per colpire Ghidorah con i fulmini e sfrutta inoltre il movimento delle tempeste per seguire il mostro e scegliere un luogo in cui attirare Godzilla. Per una storia ambientata negli anni Quaranta, una simile precisione è particolarmente notevole: il film sottolinea i limiti della meteorologia dell’epoca. La spiegazione delle sue capacità, tuttavia, resta di natura professionale e non soprannaturale.

Eppure, alcune scene fanno dubitare che il talento di Aoyama si spieghi soltanto con la preparazione. A volte si sporge all’esterno e sembra percepire in anticipo l’arrivo del maltempo; inoltre, l’unico errore nelle previsioni di cui si parla è avvenuto perché i superiori non le hanno dato ascolto. Il film non afferma che la meteorologa possieda un potere speciale e non fornisce una risposta definitiva. La sua perspicacia può quindi essere interpretata come un intuito eccezionale oppure come un mistero lasciato volutamente irrisolto dagli autori.

La questione dell’arrivo di Ghidorah resta altrettanto aperta. In questa versione, il mostro è un alieno giunto su un meteorite, ma il film non fornisce prove che sia stato inviato intenzionalmente sulla Terra. In altre storie del franchise, Ghidorah è spesso legato a invasori extraterrestri, ma questo non dimostra che qui esistesse un piano simile. La coincidenza sembra insolita: Godzilla è già apparso e, poco dopo, un nuovo mostro cade proprio in Giappone. Il motivo di questa coincidenza non viene rivelato.

Cosa potrebbe significare il finale per il prossimo film

Noriko è l’unica che, stando a quanto racconta il film, è sopravvissuta a lungo dopo essere stata infettata dalle cellule di Godzilla. Nel finale di «Minus One», l’infezione l’ha aiutata a sopravvivere alle gravi ferite; ora è visibile nell’occhio dal colore alterato e in una zona di spine sulla spalla destra, che lei copre con delle bende. Si scopre che gli infetti erano diversi: inizialmente le cellule conferivano la capacità di guarire, ma poi provocavano mutazioni estese, potenzialmente letali per chi le ospitava. Non è chiaro perché Noriko sia sfuggita a questo destino.

La particolarità di Noriko ha un’importanza pratica per la trama: è lei, infatti, a poter fungere da fonte del segnale per il dispositivo che attira Godzilla. Murakami dispone di campioni delle cellule di entrambi i mostri, ma non ha il tempo di studiare le differenze tra gli infetti. Il film non spiega se la capacità di Noriko di sopravvivere dipenda da una caratteristica individuale del suo organismo o da un’altra causa. Per ora, la risposta è importante non solo per la biologia di questo mondo, ma anche per la situazione della protagonista, braccata dai militari.

La prospettiva di un terzo film resta incerta: Yamazaki ha descritto le possibilità di un suo ritorno come «cinquanta e cinquanta». Il finale, tuttavia, getta le basi per un seguito: gli Shikishima si nascondono dai militari americani, che vogliono Noriko. La conclusione risolve anche la scelta familiare di Koichi e Noriko: invece di lasciare Akiko in orfanotrofio per tenerla al sicuro, decidono di restare uniti. Se la storia proseguirà, potrebbe sviluppare questa trama e gli enigmi ancora irrisolti; per ora non è stato confermato un nuovo film.

Fonte: IGN

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