Cosa succede nel corpo durante un digiuno di sette giorni: risultati di una nuova ricerca

- 12 volontari hanno seguito un digiuno di sette giorni senza cibo
- I cambiamenti nei livelli di ~3000 proteine hanno iniziato a manifestarsi dopo 3 giorni
- La perdita di peso media è stata di 5,7 kg (grasso e massa muscolare)
- Lo studio potrebbe diventare la base per farmaci che imitano il digiuno
Nel 2024, gli scienziati dell'Istituto di medicina di precisione dell'Università Queen Mary e della Scuola norvegese di scienze dello sport hanno pubblicato su una rivista Nature Metabolism una revisione dettagliata di come il corpo umano reagisce a un digiuno prolungato. Nell'ambito del progetto, 12 partecipanti sani hanno seguito un digiuno di sette giorni, consumando solo acqua, e il loro sangue è stato prelevato quotidianamente per l'analisi.
Metodologia e scala delle misurazioni
I ricercatori hanno misurato la concentrazione di circa tremila diverse proteine nel plasma sanguigno prima dell'inizio del digiuno, in ciascuno dei giorni successivi e dopo la ripresa dell'alimentazione. I dati ottenuti sono stati confrontati con le informazioni genetiche provenienti da grandi studi popolazionali, il che ha permesso di determinare quali percorsi biologici vengono attivati o soppressi durante il digiuno.
Come previsto, nei primi due-tre giorni l'organismo ha cambiato l'uso del glucosio proveniente dal cibo con le riserve di grasso. Questo spostamento metabolico è noto da tempo, ma i nuovi dati hanno mostrato che dopo il terzo giorno iniziano a manifestarsi cambiamenti più profondi nel funzionamento di vari organi.
Cambiamenti sistemici dopo tre giorni
I partecipanti hanno perso in media 5,7 kg, parte della massa è stata attribuita sia al tessuto adiposo che a quello muscolare. Tuttavia, oltre alla perdita di peso, gli scienziati hanno registrato cambiamenti nei livelli di proteine responsabili della risposta immunitaria, della regolazione dell'infiammazione, della riparazione del DNA e dei segnali tra le cellule. Alcuni di questi cambiamenti potrebbero essere potenzialmente utili, ad esempio, l'intensificazione dei processi di autofagia, ma altri richiedono ulteriori studi a causa dei possibili rischi.
La ricerca ha anche confermato che il corpo umano è evolutivamente adattato a periodi di assenza di cibo: la capacità di sopravvivere senza cibo era importante in condizioni di accesso imprevedibile alle risorse. Nel mondo moderno, il digiuno è praticato per motivi religiosi, culturali, medici e dietetici.
Storicamente, il digiuno è stato utilizzato in medicina per trattare l'epilessia, l'artrite reumatoide e altre malattie. I nuovi risultati potrebbero costituire la base per lo sviluppo di "mimetici del digiuno" – farmaci in grado di riprodurre parte degli effetti biochimici del digiuno prolungato senza la necessità di un completo rifiuto del cibo.
Gli scienziati sottolineano che al momento non è chiaro quali dei cambiamenti rilevati siano chiaramente benefici e quali possano avere conseguenze negative. Pertanto, qualsiasi pratica di digiuno prolungato senza controllo medico rimane rischiosa.
I dati ottenuti aprono la strada a ricerche più mirate, che potrebbero portare a nuove strategie terapeutiche che utilizzano i meccanismi adattivi naturali dell'organismo.
Fonte: ScienceDaily



