I modelli di IA Astra e Claude Opus hanno decifrato due messaggi indecifrabili dell'«Enigma»

- I modelli AI Astra e Claude Opus hanno decifrato due messaggi Enigma
- Le soluzioni sono confermate da analisti crittografici indipendenti
- Rimangono sette messaggi completamente irrisolti
- Le tecnologie IA accelerano l'analisi crittografica storica
Recentemente due ricercatori indipendenti hanno annunciato di essere riusciti a decifrare due messaggi criptati dalla macchina tedesca "Enigma" e rimasti irrisolti per oltre mezzo secolo. Per la soluzione sono stati utilizzati grandi modelli linguistici – Astra, sviluppata da OpenAI, e Claude Opus 5 di Anthropic.
Contesto storico
Durante la Seconda Guerra Mondiale, i crittanalisti britannici sotto la guida di Alan Turing crearono il decrittatore elettromeccanico "Bomba", che permise di leggere gran parte della corrispondenza tedesca. Tuttavia, una piccola parte dei messaggi archiviati non è stata completamente decrittata a causa di errori nella trasmissione o delle peculiarità del cifrario originale.
Nel 2024, lo sviluppatore Carter Leffen ha incaricato il modello Astra di trovare nel database messaggi irrisolti e tentare di decifrarli. Il modello ha effettuato una ricerca automatica negli archivi, ha identificato suggerimenti contestuali, ha simulato il funzionamento dell'Enigma e ha recuperato il testo aperto di un messaggio che era rimasto un mistero dal 2005. Sulla base del risultato, Leffen ha creato una risorsa web interattiva, dove ha descritto in dettaglio il processo.
Il pensionato ingegnere Frode Weierud, proprietario del sito Crypto Cellar, ha verificato il testo ricevuto e ne ha confermato la correttezza. Weierud ha notato che nei log di Astra sono state trovate referenze a una "collezione privata" di messaggi, non pubblicata sul suo sito, e ha ipotizzato che il modello potrebbe aver utilizzato archivi aperti dell'Archivio Federale Tedesco (Bundesarchiv) o dati pubblicati da altri ricercatori.
«GPT-6 Astra funziona come un crittanalista e archivista altamente qualificato. Ciò che a un essere umano richiederebbe settimane o mesi, il sistema ha fatto in due giorni», ha scritto Weirud, aggiungendo che lui stesso ha trascorso diverse settimane a studiare i documenti dell'Archivio federale, indicati dal modello.
Nel frattempo, un altro analista, Jack Willis, ha utilizzato il modello Claude Opus 5, fornendogli dati di input più dettagliati, inclusa la firma di un ufficiale specifico. Grazie a queste informazioni, il modello ha decifrato con successo il secondo messaggio, che era rimasto irrisolto fino ai giorni recenti.
Secondo le stime di Weirud, dopo queste scoperte rimangono solo sette messaggi completamente non decifrati dell'«Enigma» e uno per il quale è noto il testo in chiaro, ma il cifrario non è ancora stato decifrato.
Questi risultati dimostrano come le moderne tecnologie IA siano in grado di accelerare il lavoro su compiti storici, aprendo nuove opportunità per ricercatori e archivisti, e sottolineano l'importanza dell'accesso aperto ai documenti e della collaborazione tra specialisti di diversi settori.
Fonte: 3DNews



