Un basso emoglobina normale è associato a un aumento del rischio di morte

- Un basso livello di emoglobina normale è associato a un aumento della mortalità a lungo termine
- Lo studio ha coinvolto 478 mila adulti con un periodo medio di osservazione di 13,6 anni
- I risultati sono stati pubblicati nella rivista Annals of Internal Medicine
Un gruppo internazionale di scienziati guidato da Pierpaolo Pellicori dell'Università di Glasgow ha condotto un ampio studio prospettico, rivelando una correlazione inaspettata: il livello di emoglobina al limite inferiore della norma è correlato a un aumento della mortalità a lungo termine. Lo studio ha analizzato i dati di 477,9 mila adulti, con un'età media di 58 anni; tra i partecipanti c'erano il 54,4% di donne.
Lo studio si è basato su informazioni del repository britannico UK Biobank, che contiene campioni biologici e dati medici di centinaia di migliaia di volontari. Sono stati esaminati i test per l'emoglobina effettuati tra il 2006 e il 2010. Come valori normativi, i ricercatori hanno utilizzato i criteri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: per gli uomini, il limite inferiore della norma è fissato a 130 grammi per litro, per le donne a 120 grammi per litro. Qualsiasi valore al di sotto di questi valori è tradizionalmente diagnosticato come anemia.
Il periodo di osservazione dello stato di salute dei partecipanti è stato in media di 13,6 anni. Durante questo tempo, i ricercatori hanno registrato tutti i casi di mortalità all'interno della coorte, il che ha permesso di identificare una relazione statistica tra il livello iniziale di emoglobina e il successivo rischio di esiti letali.
Significato della scoperta
I risultati ottenuti forniscono un'importante precisazione nella comprensione del ruolo dell'emoglobina nell'organismo umano. L'emoglobina è una proteina dei globuli rossi, responsabile del trasporto dell'ossigeno. A lungo la medicina ha considerato il livello normale di questo indicatore come relativamente sicuro, tuttavia una nuova ricerca indica che anche all'interno dei limiti normali esiste una gradazione di rischio.
Osservazioni simili possono avere un significato pratico per la prevenzione e la diagnosi precoce. I medici e i pazienti possono ora considerare i valori al limite inferiore dell'intervallo normale come un potenziale marcatore di rischio elevato e una base per un monitoraggio più attento della salute, esami aggiuntivi o interventi correttivi.
Lo studio è stato pubblicato nella prestigiosa rivista medica Annals of Internal Medicine, il che ne conferma l'importanza scientifica e la valutazione da parte di esperti.
Fonte: N+1



